Istituto Nazionale di Astrofisica
Osservatorio Astronomico di Collurania - Teramo


Comunicato stampa INAF – OACTe
9 ottobre 2006

Scoperta una rarissima Supernova che confermerebbe la teoria del “lifting” rotazionale proposta dai ricercatori dell’Osservatorio di Collurania.

Nel numero del 21 Settembre 2006 della rivista Nature è stato pubblicato uno studio condotto da una équipe internazionale sulla Supernova di tipo Ia SN2003fg che per le sue peculiari proprietà spettro-fotometriche rappresenta un unicum. Questo studio conferma la validità del modello teorico proposto 3 anni fa dai ricercatori dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Teramo.

Le Supernovae di questo tipo sono prodotte dall’esplosione termonucleare di una nana bianca, la cui massa è nella maggioranza dei casi pari a circa una volta e mezza la massa del Sole. Ma la SN2003fg, secondo lo studio pubblicato da Nature, sarebbe decisamente più massiccia. Infatti, l’elevata brillantezza dell’evento e la bassa velocità di espulsione dei detriti della stella progenitrice possono essere spiegati solo ammettendo che la massa coinvolta sia superiore a 2 masse solari. Questa peculiarità, se confermata, permetterebbe di escludere molti dei modelli teorici che da anni si contendono l’interpretazione di questi fenomeni, mentre confermerebbe le previsioni di un modello sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Teramo in collaborazione con i colleghi dell’Università di Urbana (Illinois). Secondo i ricercatori di Teramo, il cui modello è stato descritto in un articolo pubblicato nel 2003 sull’Astrophysical Journal, le Supernovae di tipo Ia sarebbero prodotte dalla fusione di due nane bianche di massa inferiore alla massa del Sole che ruotano a velocità estremamente elevate in un sistema binario molto stretto. In queste condizioni, la componente meno massiccia viene deformata dall’intenso campo gravitazionale della compagna, formando un disco di accrescimento intorno ad essa. In assenza di rotazione, l’esplosione avverrebbe quando la massa della stella in accrescimento raggiunge il valore di circa 1,4 masse solari. Ma nel modello elaborato dai teorici teramani, la rotazione “alleggerisce” la stella, consentendogli di raggiungere masse maggiori prima di esplodere. La scoperta di un un evento con progenitore massiccio prova l’effettiva efficienza del “lifting” rotazionale.

Va infine ricordato che le supernovae di tipo Ia sono delle pietre miliari del nostro Universo. Grazie alla loro elevata luminosità possono essere osservate anche a grandissima distanza e, poiché la luce viaggia a velocità finita (300000 Km al secondo), quello che vediamo è in realtà l’esplosione di antiche stelle, avvenuta nel lontano passato. Le supernovae più lontane fino ad oggi osservate grazie al telescopio spaziale Hubble sono esplose circa 7 miliardi di anni fa. E’ stato così recentemente scoperto che l’Universo si espandeva nel passato ad un ritmo inferiore a quello attuale, fatto che ha costretto i cosmologi a rivedere il modello cosmologico standard, introducendo una nuova forma di energia, la cui origine è tuttora ignota e che, per questo, è stata chiamata Dark Energy.

Per ulteriori informazioni:
Dott. Luciano Piersanti
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